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Inferno volgare

Negli ultimi decenni del XIII secolo una tradizione di visioni dell'aldilà di natura didattico-escatologica in lingua volgare precede di poco il poema di Dante. Gli autori, generalmente, usano il volgare per rivolgersi ad un pubblico di mediocre cultura che può immedesimarsi facilmente nel peccatore, disperandosi per gli infiniti tormenti infernali. Una tradizione che con Dante porterà ad una ben più elevata ed ineguagliata espressione. Una riflessione del prof. Alberto Vidon sulla letteratura del tardo Duecento.