Paolo Santonino
ITINERARIO
IN CARINZIA, STIRIA E CARNIOLA
(1485 - 1487)
edizione italiana con testo latino a fronte
traduzione a cura di Roberto Gagliardi
note al testo latino a cura di Angelo Floramo e Harald Krahwinkler
Note introduttive ed al testo a cura di:
Fabio Cavalli, Marialuisa Cecere, G. Paolo Cecere, Donata Degrassi,
Gianna Paolin
Istituti Editoriali e Poligrafici Internazionali,
Pisa - Roma
L'Itinerario di Paolo Santonino ebbe
la sua prima edizione a stampa oltre quattrocento anni dopo la sua composizione:
l'edizione di Giuseppe Vale, per i tipi della Biblioteca Apostolica
Vaticana, vide la luce nel 1942. Da allora la fortuna di quest'opera
è andata via via crescendo, specialmente in quei paesi descritti
dal notaio patriarcale: in Austria e in Slovenia l'opera di Paolo Santonino
è molto ben conosciuta e dell'Itinerario esistono numerose edizioni
in varie lingue, specialmente d'area germanica e slava, contandosi addirittura
(e qui si dà solo come curiosità) una recente edizione
in lingua giapponese. Sorprendentemente non è mai stata pubblicata
un'edizione in lingua italiana, probabilmente a causa della marginalità
dei luoghi descritti rispetto all'interesse degli studiosi italiani,
che generalmente tendono a considerare l'estremo nord-est come una terra
poco interessante dal punto di vista storico oltreché particolarmente
complessa a causa delle caratteristiche e dei rapporti fra i popoli
che storicamente la compongono.
A ben guardare però, l'Itinerario
può essere letto da varie prospettive (e spesso è lo stesso
autore che in qualche modo ci spinge a farlo): Santonino è un
laico, abituato fin da giovane a muoversi tranquillamente nell'ambiente
curiale e che ormai, da persona matura, può descrivere con un
occhio assolutamente smaliziato; inoltre è senza dubbio un uomo
colto, con un buon bagaglio di letture dei classici latini e delle Scritture,
ed inoltre conosce senz'altro bene la sua professione di notaio. Insomma
quando il Nostro parte a fianco del vescovo di Caorle per andare a visitare
le terre popolate dagli alemanni e dagli slavi, parte un po' con l'animo
dell'esploratore che va a studiare i selvaggi. E trova selvaggi e persone
colte e belle e umane (talora con sua sorpresa) e trova usi e costumi
diversi dai suoi, lui che è un italiano che viene dall'Umbria,
specialmente a tavola: ed ecco che le descrizioni puntuali degli altari
consacrati e delle reliquie, del numero dei cresimati e delle orribili
devastazioni dei Turchi passano in secondo piano, mentre la penna scorre
rapidamente a descrivere trote e temoli, lucci e capitoni, scoiattoli
in salsa e frittelle d'ogni genere. Oppure bellezze locali, belle e
intriganti castellane, monache troppo vivaci, preti un po' crapuloni
ma d'altronde alemanni. Insomma l'opera di Santonino è un'opera
complessa e molto interessante sia dal punto di vista letterario che
per gli aspetti della vita quotidiana di un viaggiatore colto, opera
che quindi merita necessariamente un'edizione italiana che, peraltro,
non si limiti ad una semplice traduzione.
D'altronde tradurre l'Itinerario
non è impresa semplice, visto che nel testo s'intrecciano numerose
competenze: si pensi all'organologia musicale o alla storia dell'alimentazione,
per non parlare della geografia storica o della storia della Chiesa.
Per questo motivo abbiamo concluso che l'Itinerario fosse adatto ad
uno studio multidisciplinare, com'è d'altronde costume all'interno
degli studi dell'Accademia Jaufré Rudel: tanto è vero
che questa edizione esce con il contributo effettivo di otto studiosi.
Ovviamente c'è il rischio dei troppi cuochi in cucina, ma è
un rischio che abbiamo voluto correre: non sta ovviamente a noi giudicare
quello che ne è venuto fuori, anche se onestamente non ci dispiace.
E' chiaro che gli argomenti approfonditi, specie nelle numerosissime
note al testo, rispecchiano la formazione e gli interessi scientifici
dei collaboratori: ma d'altronde questa non vuole essere neppure lontanamente
una "edizione definitiva". Diciamo che vuole essere la prima
di una serie di pubblicazioni della "Biblioteca dell'Unicorno"
impostate su un approccio multidisciplinare di un testo, di un argomento,
di un problema legato alla storia o alla letteratura del medioevo.