CORSO DI DANZA ANTICA
2005/06
 


Con il mese di novembre sono ripresi a Gradisca, presso la sede dell’Accademia, gli incontri settimanali di danza storica per l’anno 2005/2006.

Riprende quindi il corso continuativo che l’anno passato, oltre a rinforzare le fila della sezione danza (già da tempo presente all’interno dell’Accademia), ha anche promosso l’avvio di un gruppo stabile di danza storica, che ha avuto modo di esibirsi al pubblico in alcune occasioni nel corso del periodo estivo appena trascorso.
Accanto alla soddisfazione per i risultati raggiunti continua l’impegno per i mesi a venire, ovvero un programma di studio che, ricalcando in parte le proposte operative dell’anno passato, affronti il vasto patrimonio coreografico presente in Italia durante tutto il “Quattrocento” con un duplice obiettivo: da una parte approfondire ed affinare la conoscenza delle “regole” che caratterizzano lo stile raffinato ed a volte quasi “ieratico” del cosiddetto “ ballar lombardo” quattrocentesco: regole e raccomandazioni che i primi maestri di danza hanno annotato nei loro trattati con precisione quasi pedante, sottolinenando l’importanza di un approccio teorico-pratico all’apprendimento dello stile della danza, stile e portamento impostati su criteri esecutivi che prevedono disposizioni ferree quali la memoria, la misura, la maniera, il compartimento del terreno, ecc., alle quali corrispondono altrettanti modelli interpretativi di un’arte che, come tale, vuole affermarsi e non più come mero momento ludico e, nel suo fondere mente e corpo, vuole proporsi come elemento fondamentale del bagaglio educativo-pedagogico del cortigiano del primo Rinascimento.
L’altro obiettivo che, all’interno del gruppo di studio, si intende perseguire consiste nell’ampliare ed impreziosire la conoscenza di Balli e Bassedanze che, a differenza del patrimonio coreutico del Rinascimento pieno, caratterizzato da balli “di genere” che si diversificano tra loro più per le variazioni che per le coreografie di per sé, costituiscono dei veri e propri unicum cristallizzati in sequenze di passi predefinite ed immutabili che fondano il loro fascino non su movimenti acrobatici ma sulla costruzione fluida in uno spazio predestinato di figure geometriche e linee che si intersecano in un gioco solo apparentemente semplice, ma che a volte vuole proporre una corrispondenza con i moti perenni dei corpi celesti all’interno del macrocosmo universale parallelo al microcosmo umano.

Dal punto di vista operativo gli incontri settimanali prevedono schematicamente:

- breve introduzione al movimento ( riscaldamento muscolare);
- esecuzione di gruppo dei passi e delle figure principali che costituiscono la prassi coreutica di base nella danza del “Quattrocento”
- elementi teorici riguardanti il contesto storico in cui è nata e si è sviluppata la danza antica
- studio di nuove coreografie ( oltre alla esecuzione parallela e periodica di Balli e Bassedanze che costituiscono il repertorio già conosciuto dal gruppo).

Alla semplice “lettura” delle coreografie prescelte si è venuto affiancando un costruttivo confronto che, periodicamente, coinvolge i componenti il gruppo di studio in merito ai moduli interpretativi da applicare nella decifrazione delle fonti manoscritte pervenuteci, confronto che , a mio avviso rappresenta un importante segnale di una maturità che lentamente il gruppo di lavoro sta cercando di costruire.
Sono previsti, nei primi mesi dell’anno a venire, uno o due seminari brevi, riguardanti lo stile della danza italiana del “Quattrocento” tenuti dalla coreografa Bruna Gondoni e rivolti esclusivamente ai componenti il gruppo di lavoro annuale; si prevede inoltre la organizzazione di un seminario estivo aperto a tutti gli interessati.