Ma per concedere al medico, che al componere non ha bisogno di questa tal diligente exercitatione in eleggere i medicamenti simplici, in prepararli, e in componerli, la quale essercitatione già è stata commessa al speciaro: al ben conoscer poi le uirtù del composito, tutte queste cose à pieno son dal medico da esser cognosciute.
Per che se da malitia d'un solo simplicespesso guasta tutta la compositione, si come hauemo insegnato abondantemente nel metodo di componere i medicamenti; deitu forsi farti poco conto della elettion di ciascun simplice, se il modo ancor di prepararli li accresce le forze, & sminuisce, & leua uia, & li acquista di nuoue, come facciamo chiaro nel secondo libro? & che forza tribuirai tu a tutto il medicamento non sapendo queste cose? se il modo di componer da una medesima materia, ti fa unguento, ceroto, empiastro, ti par che sia da disprezzare? credimi certo, che colui è goffissimo, & spesso degno da essere sbeffato, che essercita la medicina, essendo ignorante in tali cose: non dico ogni uolta che i medici ignoranti numerati gli ingredienti sottoscriuano Fiat emplastrum, o uero altra cosa, non uenendo però mai quei scritti simplici a questa forma di medicamento. il che fa che il medico meritatamente uiene in sospetto de ignorantia al speciaro. poi sappi, che molti ho ueduto di queste cose, tanto ignoranti, che andando in le boteghe de speciari, non solmente non han conosciuto, i simplici che oggi s'adoprano, ma ne anche le compositioni che di continouo uengono da la bocca, & de la penna loro, se sono molli o sode. & non è questa grossissima ignorantia de le cose che sono più necessarie? Et per spogliarsene, la maggior parte istima che non sia cosa conueniente a la dignità del medico andarsi a sedere un pezo in le speciarie, & osseruar quel che iui si compone. la qual usanza è in Gallia Narbonense antichissima: almeno hor cominciassela anche qui, et guardasseno i medici quanto spesso si ingannano per l'inichità de i composti; e forsi con sua reputazione & dignità, se ciò non potessino con sua scientia, spauentariano da la mala compositione i cattiui et ignoranti speciari. Et qualche goffo dirà, ch'io ho scritto più prolisso del douere: ma la cosa richiede un dir longhissimo, il quale, scacciata la ignorantia de molti, possi spingere ogni medico degno a tal studio, che poi non ui sia occasion di reprenderlo. Faccia Dio che ciascuno intenda ben quell'arte che essercita, & che il medico sappia ciò che suole essere necessario, & utile a guarir presto, & seguramente l'egritudine. Poi bisogna che il medico intenda tutte queste cose, non per diuentar speciaro (se non fusse constretto dal desiderio d'acquistarsi di quest'arte), ma per potere esser presente & commandare al speciar che compone, ne quel che è ignorante di questa disciplina, ogni dì stia a descriuer simplici che intrano in empiastro, potendosi di questi ogni altra cosa più presto componer che empiastro, al modo che
Quando incomincia l'amfora a formarsi,
Nel dar del pè a la ruota un bocal uiene.
Lettor benigno fammi questa gratia,
S'hai altre cose, che meglio n'insegnino,
Giungile qui: se non, le noste adopera.
Ben che il speciaro habbia col medico molte parti communi, la prudentia datali dalla natura, la cognizion perfetta dei medicamenti, la summa diligentia in ogni cosa che li appartiene, la sua bontà, non dimeno, non poche cose li pareno quasi proprie, le quali però altre uolte sono state proprio de i medici quando essi parechiauano i medicamenti, il che hauer fatto Galeno da per tutto i suoi scritti dimostrano. Di questa maniera sono, l'elettion de i medicamenti, acquistata per ragione & esperientia grande, poi il modo di seruarli, & il tempo che sono in uigore, o che hanno disfatte & perdute le forze, & ancora in che modo ciascun medicamento sia da essere adoperato, o sia solo da per se da cuocere & da tritare & da preparare ad altro modo, o composto con altre cose. Il speciar bisogna che sia dotto in grammatica, per poter intendere le compositioni & le scritture de i medici antichi, & quelle d'Hoggi di, ne le quali se per caso hanno scritto più largo o più stretto, o men grato di quel che stimi il speciar conuenire per l'ammalato, amicheuolmente esso auuertisca di ciò il medico. Oltra questo, uogliamo che il speciar sappia tutta l'arte de l'elegere & del preparare & del componere i medicamenti. che sia contento di uestir mediocre, che sia allegro, faceto, diligente circa le cose degli ammalati; che non sia auaro, né appetitoso, né ebrioso, né litigioso. le quai cose ancor li sono col medico communi, si come ha insegnato Hippocrate nel libro de l'officio del medico. Et se di queste doti d'animo & di corpo & di fortuna, sarà dotato il speciaro, niente senza il consiglio del dotto medico ad alcuno darà specialmente di gran forze, & ne anche di piciole, non sapendo la sua uirtude. & per il più de le uolte ben che questi aiuti siano, come par, debili, niente di meni in quantitade, in qualitade, & in tempo non salubri, sono spesso occasione di gran mali, se pur il corpo con questi curato non tolerarà remedij maggiori, ma conuenienti.
Ne cosa alcuna ancor peccarà o per amore, o per odio, o per paura, o per pretio, o per ignorantia; né darà ueneni che fanno disperdere, né quelle cose che hanno passato la sua sasone, nelle sfalsate, nelle supposititie, ma si consigliarà col detto medico, qual simplice o composito, uoglia che si sustituisca, qualche un mancandogli.
Non accrescerà la quantità di qualche medicina potente, per far che si dice, che per essergli seguita abbondante euacuatione le sue medicine siano più eccellenti.
Quanto desidero che gli speciari del nostro tempo si conformino a questa parte di medicina, che è come una regola, & gli medici la sua. La medicina non giaceria già così sprezzata & lacerata ancor da uituperij de molti. Prego bene il summo Dio, che faccia hauere a' medici& a li speciari nella mente loro quel studio e quella buona uoluntà, che ciascuno più presto uoglia essere ottimo e perfetto, o medico, o speciaro, che parere, esser chiamato.
Et se sprezeranno quella diuina gratia, faccia Dio, che un castigo grande uenga sopra de coloro, che essercitano l'arte così salubre al corpo humano, quando è bene amministrata; come insalubre & perniciosa, essendo ignorantemente trattata.
@Accademia Jaufré Rudel di studi medievali, 1997