IL VERO MODO DI ELEGGERE, PREPARARE, ET COMPONERE I MEDICAMENTI SEMPLICI

Composto per l'eccellente medico M. IACOMO SILVIO da Parisi, Et diuiso in tre libri.

Ad ogni medico & ad ogni speciaro utilissimo, & piu che necessario.
TRADOTTO NUOVAMENTE DI LATINO in lingua Italiana
Con gratia & priuilegio
In Venetia, appresso Pietro Bosello, 1559.

AL LETTORE

Si come sta ben quella sententia famosa per parlar delli antichi che dice;
Ciascun quell'arte, che conosce eserciti,
E adopri, & dentro à quella tutto uersisi:
così hor a me par di poter bene se dico, che ciascun che delibera essercitare, un'arte, bisogna che ben prima la intenda, & dentro si uersi. il che se hogidì più diligentemente fusse osseruato, non già tanti si subito diuenteriano medici, non hauendo loro ancor ben cercato parte alcuna de la medicina, & senza osseruar cura alcuna d'egritudine appresso a quei che la insegnano. essendo però officio loro, ma ancor più degli infermi, del tutto non impazarsi d'egritudine alcune, che per innanzi non habbiano osseruato esser stata guarita da quei che insegnano l'arte. Quanto bellamente si faria con gli ammalati se al nostro tempo questi ch'essercitan la medicina, fusseno stati instituiti inanzi, sotto à i preceptori, à conoscer le passioni & le egritudini, & con remedii occorrerle, & predir le cose future? non per il figliuol de Dio per morti d'huomini così fariano esperientie sti goffi medici, & d'ogni sua cosa ignoranti, tanto ingordi del guadagnar, che non sanno che cosa gli conuiene, che cosa gli dia fama; lasciando da banda il danno che si danno à la sua anima. perciò che, quando habbiano imparato a mente non so che puochi precetti, & piccioli di medicina, & alcune certe scritture, ò recette che si chiamano, de medicamenti, fanno professione d'esser medici. Basta lor saper, come, uerbigratia l'antidoto catholico, uacuar l'habundantia di tutti gli humori, non sapendo di che cose, & di quanta mesura di ciascuna cosa, che falsità d'ignorantia di questi medicamenti, così con quelli misciati, & altri composti in altre maniere. Che cosa per Dio immortale, è più pestifera à la Repubblica, di questo monstro d'huomo, che diuenta falso medico? qual sceleragine è più degna di nota censoria? perché cessate o leggi di far dimostratione in questi boij, come meritano? Eh non ui sono ancor quelle che puniscano questa capitale ignorantia, & la strengano insieme con nuouo essempio, di uendetta? ouer se questa licentia di peccar si permette, senza pena, perché non solamente i torcoli delli stampatorio, ma ogni ordine d'ogni huomo non uola insieme in la medicina? Ma Dio buono donane cose megliori, & infundi a questi boij ignoranti la conscientia della sua ignorantia, à ciò che pentiti delle sue sceleraggini tanto indegne si radunino in suo ordine. Già iscacciati sti ceretani da quest'arena, comincerò a insegnar, ché a chi ha da far profession di medicina. non solo al speciaro è necessaria questa parte che elegge i medicamenti simplici, & che gli prepara, & che anche felicemente li compone, per ciò che se hai un sospetto che il speciar non faccia l'arte fidelmente, & per ciò uogli essergli presente quando ellegge, & prepara, & compone i medicamenti simplici; che frutto ne hauerai tu per questo studio, se tu, così come lui, non li impari a conoscer perfettamente? anzi che macchia d'infamia t'imprimi tu, imprudente che tu se', mentre che non conoscendo questi simplici medicamenti, a modo d'asino sporgendosi le orecchie ad ogni sua domanda gli consenti? che uuol dire che il speciaro ti bertegia così spesso, & uolontariamente? & ciò fa per mio iudicio iustissimamente, monstrandoti il nucamento del corilo in luogo del peuer longo, la radice de la centaurea maggiore per il reu pontico, l'acoro palustre di nostro paese per l'Indiano & uero. ma questi uitii sono tolerabili. mò chi sopportarà, che hoggi di quasi da ogni speciar si sostituisca per l'elleboro negro il napello degli Arabi, specie d'aconito appresso d'alcuni? non è forsi questa commune ignorantia & colpa a l'uno & a l'altro ordine de' medici & de' speciari? più è da sopportar la falsificatione, sustituendo l'aristologia elematite a noi copiosa, per le due altre più rare. meno è da sopportar quando ne mettono ne i medicamenti purgatiui la scammonea cruda in luogo della cotta, o in maggior copia di quel che richiede la recetta ordinata, o uero ancora il latte di qualchuno de i titimalli per la ditta scammonea. I quali errori, et ogni altra cosa che nel componere i medicamenti si suol commettere, se uolessi raccontare, il parlar nostro si faria più lungo che non è l'Iliade.

Ma per concedere al medico, che al componere non ha bisogno di questa tal diligente exercitatione in eleggere i medicamenti simplici, in prepararli, e in componerli, la quale essercitatione già è stata commessa al speciaro: al ben conoscer poi le uirtù del composito, tutte queste cose à pieno son dal medico da esser cognosciute.

Per che se da malitia d'un solo simplicespesso guasta tutta la compositione, si come hauemo insegnato abondantemente nel metodo di componere i medicamenti; deitu forsi farti poco conto della elettion di ciascun simplice, se il modo ancor di prepararli li accresce le forze, & sminuisce, & leua uia, & li acquista di nuoue, come facciamo chiaro nel secondo libro? & che forza tribuirai tu a tutto il medicamento non sapendo queste cose? se il modo di componer da una medesima materia, ti fa unguento, ceroto, empiastro, ti par che sia da disprezzare? credimi certo, che colui è goffissimo, & spesso degno da essere sbeffato, che essercita la medicina, essendo ignorante in tali cose: non dico ogni uolta che i medici ignoranti numerati gli ingredienti sottoscriuano Fiat emplastrum, o uero altra cosa, non uenendo però mai quei scritti simplici a questa forma di medicamento. il che fa che il medico meritatamente uiene in sospetto de ignorantia al speciaro. poi sappi, che molti ho ueduto di queste cose, tanto ignoranti, che andando in le boteghe de speciari, non solmente non han conosciuto, i simplici che oggi s'adoprano, ma ne anche le compositioni che di continouo uengono da la bocca, & de la penna loro, se sono molli o sode. & non è questa grossissima ignorantia de le cose che sono più necessarie? Et per spogliarsene, la maggior parte istima che non sia cosa conueniente a la dignità del medico andarsi a sedere un pezo in le speciarie, & osseruar quel che iui si compone. la qual usanza è in Gallia Narbonense antichissima: almeno hor cominciassela anche qui, et guardasseno i medici quanto spesso si ingannano per l'inichità de i composti; e forsi con sua reputazione & dignità, se ciò non potessino con sua scientia, spauentariano da la mala compositione i cattiui et ignoranti speciari. Et qualche goffo dirà, ch'io ho scritto più prolisso del douere: ma la cosa richiede un dir longhissimo, il quale, scacciata la ignorantia de molti, possi spingere ogni medico degno a tal studio, che poi non ui sia occasion di reprenderlo. Faccia Dio che ciascuno intenda ben quell'arte che essercita, & che il medico sappia ciò che suole essere necessario, & utile a guarir presto, & seguramente l'egritudine. Poi bisogna che il medico intenda tutte queste cose, non per diuentar speciaro (se non fusse constretto dal desiderio d'acquistarsi di quest'arte), ma per potere esser presente & commandare al speciar che compone, ne quel che è ignorante di questa disciplina, ogni dì stia a descriuer simplici che intrano in empiastro, potendosi di questi ogni altra cosa più presto componer che empiastro, al modo che

Quando incomincia l'amfora a formarsi,
Nel dar del pè a la ruota un bocal uiene.

Lettor benigno fammi questa gratia,
S'hai altre cose, che meglio n'insegnino,
Giungile qui: se non, le noste adopera.



DE L'OFFICIO DE LO SPECIARO

Ben che il speciaro habbia col medico molte parti communi, la prudentia datali dalla natura, la cognizion perfetta dei medicamenti, la summa diligentia in ogni cosa che li appartiene, la sua bontà, non dimeno, non poche cose li pareno quasi proprie, le quali però altre uolte sono state proprio de i medici quando essi parechiauano i medicamenti, il che hauer fatto Galeno da per tutto i suoi scritti dimostrano. Di questa maniera sono, l'elettion de i medicamenti, acquistata per ragione & esperientia grande, poi il modo di seruarli, & il tempo che sono in uigore, o che hanno disfatte & perdute le forze, & ancora in che modo ciascun medicamento sia da essere adoperato, o sia solo da per se da cuocere & da tritare & da preparare ad altro modo, o composto con altre cose. Il speciar bisogna che sia dotto in grammatica, per poter intendere le compositioni & le scritture de i medici antichi, & quelle d'Hoggi di, ne le quali se per caso hanno scritto più largo o più stretto, o men grato di quel che stimi il speciar conuenire per l'ammalato, amicheuolmente esso auuertisca di ciò il medico. Oltra questo, uogliamo che il speciar sappia tutta l'arte de l'elegere & del preparare & del componere i medicamenti. che sia contento di uestir mediocre, che sia allegro, faceto, diligente circa le cose degli ammalati; che non sia auaro, né appetitoso, né ebrioso, né litigioso. le quai cose ancor li sono col medico communi, si come ha insegnato Hippocrate nel libro de l'officio del medico. Et se di queste doti d'animo & di corpo & di fortuna, sarà dotato il speciaro, niente senza il consiglio del dotto medico ad alcuno darà specialmente di gran forze, & ne anche di piciole, non sapendo la sua uirtude. & per il più de le uolte ben che questi aiuti siano, come par, debili, niente di meni in quantitade, in qualitade, & in tempo non salubri, sono spesso occasione di gran mali, se pur il corpo con questi curato non tolerarà remedij maggiori, ma conuenienti.

Ne cosa alcuna ancor peccarà o per amore, o per odio, o per paura, o per pretio, o per ignorantia; né darà ueneni che fanno disperdere, né quelle cose che hanno passato la sua sasone, nelle sfalsate, nelle supposititie, ma si consigliarà col detto medico, qual simplice o composito, uoglia che si sustituisca, qualche un mancandogli.

Non accrescerà la quantità di qualche medicina potente, per far che si dice, che per essergli seguita abbondante euacuatione le sue medicine siano più eccellenti.

Quanto desidero che gli speciari del nostro tempo si conformino a questa parte di medicina, che è come una regola, & gli medici la sua. La medicina non giaceria già così sprezzata & lacerata ancor da uituperij de molti. Prego bene il summo Dio, che faccia hauere a' medici& a li speciari nella mente loro quel studio e quella buona uoluntà, che ciascuno più presto uoglia essere ottimo e perfetto, o medico, o speciaro, che parere, esser chiamato.

Et se sprezeranno quella diuina gratia, faccia Dio, che un castigo grande uenga sopra de coloro, che essercitano l'arte così salubre al corpo humano, quando è bene amministrata; come insalubre & perniciosa, essendo ignorantemente trattata.

@Accademia Jaufré Rudel di studi medievali, 1997