Note al testo

Nell’Apocalisse dello pseudo-Metodio (VII secolo) si legge come, con l’aiuto di Dio, Alessandro Magno rinchiuse i discendenti di Jafet tra due montagne chiamate "i seni del Nord", sigillate da possenti porte fatte di "absinthium", metallo indistruttibile. Ma nell’ultimo giorno, avverte Metodio, Gog e Magog usciranno a capo delle loro terribili genti, dilagando nella terra d’Israele e portando il mondo alla fine.

I Mongoli occuparono l’Asia centrale nelle prime tre decadi del XIII secolo dal Mar Giallo al Mar nero, e dal 1240 divennero una minaccia sia per i Cristiani che per i Musulmani. Da parte loro i Cristiani si illusero che i Mongoli, che si pensava fossero cristiani nestoriani (incluso il Prete Gianni che aveva promesso il riscatto della Cristianità dall’Islam), ma quando questi invasero nel 1241 la Polonia e l’Ungheria, l’Europa si rese subito conto della minaccia gravissima che questi popoli rappresentavano per lei. D’altronde nel 1258 cadde Baghdad mettendo fine al califfato Abbaside, e solo nel 1260 l’esercito mammelucco d’Egitto riuscì a fermare l’esercito mongolo a ‘Ain Jalut.

Tra il 1240 ed il 1250 viene composta questa lettera apocrifa che, sfruttando l’autorità del grande filosofo ed astrologo arabo al-Kindi (morto attorno all’870 e.v.) e del successore di Michele Scoto alla corte di Federico II di Svevia, Teodorico d’Antiochia, mette in guardia i Cristiani sulla grande minaccia rappresentata dai popoli d’Oriente ai quali è stato concesso da Dio, vista l’iniquità del suo popolo, di aprire le porte absintiche.

Di particolare interesse, in questa lettera apocrifa, è la descrizione dettagliata degli eserciti al comando dei ventidue re, che rappresenta un vero e proprio "campionario" dell’immaginario esotico medievale.

 

Fabio Cavalli

Suggerimenti bibliografici

Per una edizione critica (sulla quale ci siamo basati per la redazione del testo) dell’apocrifo di al-Kindi cfr. C.S.F. Burnett, An apocriphal letter from the arabic Philosopher Al-Kindi to Theodore, Frederick II’ Astrologer..., Viator, 15 (1984) pp. 151-167

Sullo pseudo-Metodio cfr. E. Sackur, Sybillinische Texte und Forscungen, Halle 1898 ed anche (per la versione greca del testo) Anastasis Lolos, Die Apokalipse des ps. Mthodies, Meisenheim 1976

Per la leggenda di Alessandro cfr. P.J.Alexander, The Medieval Legend of Last Roman Emperor, Journal of Warburg and Courtaud Institutes, 41 (1978) 1-15 e M. Centanni,Il Romanzo di Alessandro, Venezia 1988.